Articoli marcati con tag ‘Passato…’
Con l’attuale tecnologia, si considerano i computer di casa come “normali” oggetti di consumo arrivando al punto di esigerne uno per ogni componente della famiglia, qualunque età si abbia… Chi ha bisogno di Windows, chi cerca Linux, chi, col palato più “fino”, cerca un Mac…
Comunque sia, ognuno con le proprie esigenze o manie. In comune resta la necessità di una connessione a banda larga.
Avendo vissuto direttamente gli “albori” dell’era del PC (clicca qui per leggere la prima parte…), non mi meraviglio più di tanto… anzi… lo trovo una conseguenza logica di quanto è stato “seminato” in quell’epoca.
In azienda utilizzavamo il bellissimo Olivetti M24. Bellissimo in quanto, esteticamente, superava di gran lunga il “cassone” IBM ed anche come prestazioni non era da meno: 2 floppy “grandi” (quelli da 5″ 1/4…) da 128 Kb; uno per il sistema operativo (Il mitico MSDOS 2.11 e l’interprete GWBasic) e l’altro per gli applicativi classici.
Il processore surclassava il concorrente IBM: un Intel 8086 a 8 Mhz, quasi il doppio del Intel 8088 a 4,77 Mhz del concorrente XT.
Ne avevamo 2: uno, nella sede, completamente isolato dal resto del mondo, e l’altro nella filiale, collegato con la nostra “casa mandante” (leggasi FIAT…) tramite la rete “GEIS” (della General Eletric) per l’invio dei dati digitati. Si parla del 1986.
Ancora non mi dedicavo all’informatica a livello professionale ma già venivo utilizzato, oltre alle mie normali funzioni, anche come “help desk” per il mondo “PC”, così astruso ed ostico per la maggior parte dei colleghi e colleghe. Di espisodi “gustosi” legati a tali macchine ne ho vari e che ricordo sempre sorridendo. Forse il più emblematico si riferisce all’uso dei tasti funzione… Devo fare prima una premessa: sui terminali 5251 IBM che utilizzavamo col S34 (un giorno parlerò anche di questo…) esistevano due file di 12 tasti definiti “Command” e con la scritta “CMD” + Numero del tasto (es. CMD8, CMD24, ecc.). Sulla tastiera del M24, invece, le due file erano diventate una sostituendo al CMD la lettera “F”, uguale agli attuali pc.
Telefonata di una collega dalla filiale: “Quello schifo di macchina si è bloccata…“.
Iniziamo bene…. “Cosa stavi facendo?”
Lei: “Che cosa credi che stessi facendo… stavo lavorando!”
Di bene in meglio…. “Ma che lavoro stavi facendo? In che fase eri?”
Lei: “Avevo già finito!”
Io: “Quindi… non esce dal programma? Hai fatto la preparazione del file prima di finire?” Tutti i programmi prevedevano la preparazione di un file che poteva essere inviato via modem oppure salvato su un floppy per l’invio manuale.
Lei: “File? Cos’é? Intendi la Disketta?” (un terribile traduzione del manuale aveva fatto sì che il floppy diventasse “disketta”…). “… Sì… l’ho salvata…”
Io: “Scusa ma… con F8 non succede nulla?” La pressione del tasto “F8″ produceva l’arresto del programma.
Lei: “Non fa niente…”
Io: “Ma hai provato a farlo di nuovo?”
Lei: “Ridimmi cosa devo fare….”
Io: “F8… EFFE OTTO…..”
Lei: “Non lo prende… NON CI STA!!!!” Non ci stà? Ma cosa non può stare? Atroce sospetto…
Io: “Scusa… Ora mi spieghi esattamente quello che stai facendo, in modo tale che forse rieco ad aiutarti…”
Lei: “Ci sto riprovando… ecco… accidenti… NON LO PRENDE!!!!”
Io: “Dimmi fino a che punto arrivi…”
Lei: “Arrivo fino ad “EFFEOT” ma poi non mi prende più gli altri caratteri…“.
Ci sono voluti 10 minuti buoni per convincerla che “F8″ voleva dire premere il tasto con la relativa scritta (per lei era, ed è andata in pensione con la stessa convinzione, il “CMD8″…) e non digitare una per una le lettere che componevano le due “parole” che digitava nel normale campo di input…
Varie volte mi sono chiesto se era il caso di iniziare a pubblicare un blog… Sono quasi 8 anni che ho creato l’account ma … non ho mai avuto un vero motivo per “divulgare” i miei pensieri al Mondo… e penso che anche il Mondo non ne abbia mai sentito la mancanza…
Ma oggi… forse ci sono alcune motivazioni in più… Non che abbia avuto qualche “illuminazione” particolare da dover divulgare assolutamente… piuttosto una sfida che ho raccolto dopo aver visto un video dove un esperto di marketing legato al mondo informatico (originato dal Web 2.0…), Tirso Maldonando (un vero Guru del settore…), spiegava che esistono due tipologie di utenti: i “nativi digitali”, quelli sotto i 30 anni che sono cresciuti con determinati supporti che ne hanno condizionato l’esistenza e che ne hanno fatto diventare degli esperti utilizzatori, e gli “immigrati digitali”, ovvero quelli che si trovano tra “i 31 ed i 50 anni”, che non hanno la dovuta confidenza con tali tecniche e che, pur non conoscendole, devono prendere le decisioni per quelli “nativi”…
Sicuramente sarà vero… il Guru ha ragione di certo… ma la mia generazione è quella che si è “sbattuta” per far si che oggi esistano i “nativi digitali”, che abbiano tali strumenti e tale confidenza con gli stessi… Pertanto rifiuto l’etichetta di “immigrato” per un mondo che io ho contribuito a creare oltre 20 anni orsono… Quindi… devo avere Twitter? Bene, ora ce l’ho e lo uso… devo avere un Blog? Eccolo…
Cosa dirò? Ancora non lo so… a volte si parlerà di lavoro… altre volte di tecnologia… altre ancora del passato, tanto bistrattato e lontano… a volte si parlerà di cose allegre, a volte di cose tristi…
Tanto per non rimanere antichi, tra passato e futuro…

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